Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 Aprile
2001 del decreto di rimborsabilità, è disponibile in classe
A una nuova forma di Interferone, rappresentata da Peginterferone alfa-2b
ricombinante. Il processo di peghilazione dell'Interferone consente
di ottenere livelli ematici più elevati e costanti nel tempo
e quindi una maggiore e prolungata attività. E' così sufficiente
una sola somministrazione alla settimana, con vantaggi evidenti per
il paziente.
Nel foglietto illustrativo del prodotto sono così definite le
indicazioni terapeutiche:
PegIntron è indicato in monoterapia in caso di intolleranza o
controindicazione alla ribavirina, per il trattamento di pazienti adulti
con epatite cronica C istologicamente comprovata che abbiano marcatori
sierici di replicazione del virus C, es. quelli con elevate transaminasi
senza scompenso epatico e positivi per HCV-RNA sierico o anti-HCV.
Si ritiene che il trattamento ottimale per l'epatite cronica C sia costituito
da un'associazione di interferone alfa-2b e ribavirina.
La sicurezza e l'efficacia dell'associazione di PegIntron e ribavirina
non sono ancora state documentate.
Le dosi raccomandate sono di 0,5 o 1 microgrammo/Kg. per via sottocutanea
una volta alla settimana per 6 mesi; la somministrazione va protratta
per altri 6 mesi nel caso si verifichi una perdita di HCV-RNA.
Esistono diverse precauzioni per l'uso del farmaco, che va pertanto
utilizzato solo in ambiente specialistico.
La monoterapia con Interferone peghilato ha dimostrato una efficacia
superiore nel tattamento della epatite cronica C rispetto alla monoterapia
con gli interferoni tradizionali, con un profilo di sicurezza simile.
Come è noto però l'attuale standard di terapia della epatite
cronica C è l'associazione di interferone e ribavirina. Per questo
motivo sono in corso studi volti a valutare l'effetto dell'associazione
con ribavirina di interferone peghilato. I risultati preliminari dimostrano
una efficacia significativamente superiore di questa combinazione rispetto
a quella con interferone tradizionale (61% contro il 47%) nell'ottenere
una risposta virologica (negativizzazione dell'HCV-RNA a 6 mesi dopo
la cessazione del trattamento).
Andranno però attentamente valutati i profili di sicurezza di
questa terapia combinata, specie per quanto riguarda la crasi ematica
(globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), soprattutto se si usano
le dosi più elevate di interferone peghilato.
Prof. Leonello Gandolfi